N. 29 - 2017 16 luglio 2017
INSIEME di don Antonio Rizzolo

Una guida per capire la parola di Dio in comunione con tutta la Chiesa

Riprende da questo numero la nostra rubrica biblica, un aiuto per comprendere la sacra scrittura e per farla diventare vita…

Paolo Borsellino

La fede di un uomo giusto

Nell’anniversario della morte, un ritratto inedito del giudice antimafia che fondava il suo servizio per la giustizia su…

Monsignor Mario Delpini

Un prete di nome Mario arcivescovo di Milano

Papa Francesco ha scelto monsignor Mario Delpini, pastore umile e ironico, per succedere al cardinale Scola nella guida della…

Anna Gilda Gallo

La Casetta dove batte un grande cuore

A Bacoli, nel Napoletano, “zia Anna”ha lasciato il lavoro per dedicarsi ai ragazzi e ha fondato un centro che è “una famiglia”…

Monsignor Gianfranco Todisco

Il vescovo parte per la missione

Altro che pensione: a 71 anni monsignor Gianfranco Todisco ha chiesto al Papa di tornare a fare il missionario e a breve…

Il cammino della Romea strata 2

Da cinque strade verso il grande fiume

Il tratto del cammino in Alto Adige, Trentino e Veneto incrocia i tracciati di diverse antiche vie e la memoria di grandi…

Ite, missa est di Emanuele Fant

La scientifica via danese alla felicità

Le statistiche dicono che i danesi sono il popolo più felice e ce lo vogliono insegnare. Ma la felicità è davvero misurabile…

Per una lettura completa...

Monsignor Mario Delpini

Un prete di nome Mario arcivescovo di Milano

Papa Francesco ha scelto monsignor Mario Delpini, pastore umile e ironico, per succedere al cardinale Scola nella guida della più grande diocesi d’Italia

 

Il nuovo arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, esordisce con ironia e umiltà nel suo primo discorso nelle vesti di successore dei santi Ambrogio e Carlo. «Sento una grande inadeguatezza. Già si vede dal nome: i vescovi prima di me si chiamavano Angelo, Dionigi, Carlo Maria, Giovanni, Giovanni Battista, Alfredo Ildefonso… Nomi importanti! Poi arrivo io. E voi direte: ma Mario, che nome è?». E subito la tensione si scioglie nella risata dei giornalisti e del personale della Curia che affollano la cappella dell’arcivescovado per ascoltare dal cardinale Angelo Scola l’atteso annuncio sulla scelta di papa Francesco per il suo successore.

PRIMA DI TUTTO PASTORE
Il Papa, ancora una volta, ha scelto un uomo che è prima di tutto pastore. 66 anni, cresciuto a Jerago con Orago, piccolo centro della provincia di Varese, entrato in seminario a 16 anni, studi in Lettere, Teologia e Patristica, Mario Delpini ha trascorso gran parte del suo ministero – iniziato nel 1975 – formando i futuri preti in seminario, prima come insegnante poi – nominato dal cardinale Carlo Maria Martini – come rettore. È il cardinale Dionigi Tettamanzi, nel 2006, a volerlo come vicario episcopale e l’anno successivo papa Benedetto lo fa consacrare vescovo ausiliare. Infine il cardinale Angelo Scola sceglie Delpini come proprio vicario generale e gli affida anche la formazione permanente del clero.

In questi anni “don Mario” è stato discreto ma attivissimo “braccio destro” di Scola, apprezzato per l’infaticabile disponibilità a visitare la vastissima diocesi – che conta 1.100 parrocchie e oltre 5 milioni di abitanti – per le omelie sagaci e profonde e per la cura attenta dei rapporti con il clero, che in gran parte ben conosce grazie ai lunghi anni trascorsi in seminario. Dal suo tavolo sono passate tutte le decisioni più delicate per il governo della diocesi. Un profilo, da questo punto di vista, molto simile a quello di monsignor Angelo De Donatis, anche lui vicario per il clero, che Francesco ha scelto poche settimane fa per guidare la diocesi di Roma.

«Il vescovo in bicicletta» lo ha già ribattezzato qualcuno per l’abitudine a muoversi a Milano pedalando tra l’ufficio nell’arcivescovado di piazza Fontana e l’alloggio spartano in una casa per preti anziani a Porta Venezia, dove risiede. E a chi gli chiede se andrà ad abitare nel grande appartamento arcivescovile affacciato sull’abside del Duomo, ora don Mario risponde con il suo solito tono ironico: «Ci penserò… Per ora un inquilino c’è. Non voglio affrettarne il trasloco», riferendosi al cardinale Scola che continuerà a guidare la diocesi fino al 24 settembre, giorno dell’ingresso ufficiale del nuovo vescovo, e poi si ritirerà in una canonica a Imberido, nel Lecchese, dedicandosi agli studi.

«PREGATE PER ME»
Nelle sue prime parole, monsignor Delpini ha fatto appello alla comprensione e alla collaborazione di tutti: «Ho trascorso la vita servendo la Chiesa ambrosiana, quindi non sono una sorpresa», ha detto. «Quanti mi conoscono diranno: è un brav’uomo, però, per fare l’arcivescovo di Milano… Lo dico anche io: ci vorrebbe un santo, un dotto, un infallibile, un carismatico…». Perciò ha chiesto di pregare «per la Chiesa di Milano e per me»; ha chiesto perdono per gli errori fatti e «disponibilità a partire senza risentimento»; ha chiesto «l’aiuto dei teologi e degli accademici»; «condivisione della responsabilità»; ha chiesto che «chi arriva da altri Paesi mi aiuti a costruire insieme una società in cui nessuno si senta straniero». Per supplire «alla povertà e alla modestia della mia persona serve un cammino di popolo».

E rivolgendo un pensiero alla gente, ha concluso: «Il Papa è venuto alla Case Bianche come un sacerdote. Anche io mi rivolgo alla gente come prete che considera irrinunciabile per la vita il rapporto con Dio. Sulla fiducia che esiste un Dio che ci ama e ci vuole felici si può costruire il dialogo con gli altri, anche in una città tanto secolarizzata e rispettosa della laicità come Milano».

Testo di Paolo Rappellino

Archivio

Vai